Questura e scuole contro la droga con “La vita… non è stupefacente”
Stando ai dati raccolti il consumo di droga tra i minori, aumentato del 34% rispetto allo scorso anno, è derivante da tre fattori: l’abbassamento del costo su mercato illegale, la mancanza di controllo sociale e le poche risorse economiche per i progetti educativi
Importante convegno antidroga organizzato dalla Questura di Livorno con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e le università di Lucca e Ferrara. “La vita…non è stupefacente”, questo il titolo dell’incontro, è stata un’occasione per sensibilizzare alcune classi medie e superiori sul delicato tema delle droghe, in particolare quelle sintetiche e le cosiddette smart drugs che presentano molecole sconosciute e difficili da individuare e, soprattutto curare. “Noi come Polizia portiamo avanti quotidianamente una lotta contro il traffico degli stupefacenti – ha detto il capo questore di Livorno dottor Lorenzo Suraci – solo in questa città sono state sequestrate due tonnellate, ma questo non basta, bisogna cambiare l’educazione ed i modelli culturali, la scuola per questo è fondamentale. Sono infatti gli studenti presenti i destinatari del convegno che grazie alle diapositive esplicative degli esperti professori universitari, Matteo Marti responsabile laboratorio di tossicologia forense di Ferrara e Emiliano Ricciardi professore di neuroscienze cognitive dell’unità MoMiLab di Lucca, hanno potuto assistere ai rischi derivanti dalla consumazione delle droghe. Stando ai dati raccolti, infatti, il consumo di droga tra i minori, aumentato del 34% rispetto allo scorso anno, è derivante da tre fattori: l’abbassamento del costo su mercato illegale, la mancanza di controllo sociale e le poche risorse economiche per i progetti educativi.
Presente anche Tiziana Rapisarda, in rappresentanza dell’ufficio scolastico provinciale che ha portato i saluti della dottoressa Donatella Buonriposi, impegnata a Massa per un imprevisto: “La nostra funzione è quella di essere vicina ai ragazzi, la Polizia è amica vostra, non vi fate problemi a chiamare le Forze dell’Ordine perché loro sono con voi e mai contro. Oggi avete due compiti importanti (rivolgendosi ai presenti ndr), il primo di ricordarvi sempre che c’è davvero un pericolo e poi quello di riferire quanto detto ai vostri amici”.
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