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Darya Majidi vola a New York alla Commissione delle Nazioni Unite

Venerdì 7 Marzo 2025 — 18:40

Nell'ambito del “March Forward”, la presidente di Un Women Italy parteciperà alla Commissione delle Nazioni Unite in cui presenterà quattro proposte per contrastare il gender gap

di Giulia Bellaveglia

“I dati del World Economic Forum ci dicono che l’Italia è scivolata all’87esimo posto nel report mondiale del gender gap. Le statistiche affermano quindi non solo che non stiamo andando avanti, ma che stiamo addirittura tornando indietro”. Sono queste le parole con cui Darya Majidi, presidente di Un Women Italy, commenta, in occasione dell’8 marzo, la situazione lavorativa femminile in Italia allo scopo di lanciare nuove progettualità sotto il titolo di “March Forward” (guardare avanti, ndr). “Nel nostro Paese – prosegue – lavorano il 53% delle donne contro il 72% degli uomini e contro il 70% della media europea, registrando quindi un 20% di gap nei confronti dell’Europa e degli uomini. Questo comporta che 1 donna su 2, non avendo lavoro, non è economicamente indipendente, e può quindi essere più facilmente soggetta a violenza economica”. Proprio per cercare di contrastare queste situazioni è nata Un Women Italy che, da domenica 9 a sabato 15 marzo, sarà presente con la sua presidente alla 69esima Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne a New York. “Quando nacque la Piattaforma di Pechino, per il 2030 erano stati dati degli obiettivi sul tema che sicuramente non saranno raggiunti in tempo. Basti pensare che nel mondo 1 donna su 3 subisce o ha subito violenza, ogni 10 minuti ne viene viene uccisa una e in 10 Paesi il genere femminile non può frequentare le scuole, per non parlare delle mutilazioni genitali, aumentate del 15% in pochi anni”. Quattro le proposte per combattere questa disparità. “Il progetto He for she, perché questa non sia vista come una battaglia dei singoli, ma come una battaglia in cui il mondo maschile deve stare accanto a noi; le certificazioni di genere nei luoghi di lavoro, perché questi diventino luoghi paritetici dove sia possibile coniugare il ruolo di mamma e di lavoratrice; i giovani, come le ragazze e i ragazzi possano essere agenti di cambiamento e, infine, il progetto Orange the World, attraverso cui in occasione del 25 novembre, chiederemo alle aziende e alle istituzioni di mostrare qualcosa di arancione come simbolo di sensibilizzazione sul tema”.

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