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Picchiato con una mazza e accoltellato ad una gamba: tre giovani in carcere

Giovedì 29 Ottobre 2026 — 13:44

Al centro il dirigente della Squadra Mobile, Riccardo Signorelli, durante la conferenza stampa di oggi 29 ottobre

La polizia: "Risposta concreta alla domanda di sicurezza". La vittima è stata aggredita tra la Terrazza e il viale Italia subendo il furto della catenina d'oro, del portafoglio e del cellulare. In carcere tre stranieri di 20, 23 e 26 anni

Tre misure cautelari in carcere per una aggressione avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 luglio. La Squadra Mobile ha eseguito i provvedimenti nei confronti di tre giovani stranieri di 20, 23 e 26 anni, indagati a vario titolo per rapina aggravata, lesioni aggravate, furto aggravato e porto di strumenti atti a offendere. Proseguono le indagini per identificare altri due presunti partecipanti. La vicenda è stata illustrata in conferenza stampa dal questore di Livorno, Michele Abenante, e dal dirigente della Squadra Mobile, Riccardo Signorelli, che ha ricostruito le fasi dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica. “Abbiamo dato una risposta concreta alla domanda di sicurezza che arriva dalla cittadinanza” ha sottolineato Abenante, ringraziando gli investigatori e la Procura per il lavoro svolto in sinergia. Come è stato spiegato nel corso della conferenza stampa, i fatti sono avvenuti intorno alle 3 del 17 luglio, nella zona compresa tra la Terrazza Mascagni e il viale Italia. Secondo la ricostruzione investigativa, un gruppo di cinque persone avrebbe avvicinato un ventinovenne straniero. Uno dei presunti aggressori, armato di una mazza da baseball, gli avrebbe chiesto informazioni sulla catenina d’oro che portava al collo, per poi strappargliela. La vittima avrebbe tentato di fuggire, nascondendosi tra le auto del parcheggio, ma sarebbe stata raggiunta e colpita ripetutamente con calci e pugni e con la stessa mazza. Durante l’aggressione sarebbe stato utilizzato anche uno spray urticante al peperoncino e l’uomo sarebbe stato ferito con una coltellata a una gamba. Prima di allontanarsi, il gruppo si sarebbe impossessato anche del portafoglio, contenente circa 680 euro, e del telefono cellulare. Il ventinovenne ha riportato la frattura di due costole, numerosi traumi ed ecchimosi, una ferita da arma da taglio e uno pneumotorace: “Se non fosse stato trattato subito lo pneumotorace, probabilmente in questo momento staremmo raccontando una storia diversa”, ha spiegato Signorelli, riferendo quanto emerso dagli accertamenti svolti anche attraverso le testimonianze del personale sanitario. A prestare soccorso intervenne il 118. Utili alle indagini sono state anche le informazioni fornite da una passante che aveva assistito a una parte della scena e le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Gli investigatori sono inoltre tornati sul posto, dove hanno rinvenuto la mazza da baseball, successivamente riconosciuta dalla vittima. Il ventinovenne, secondo quanto ricostruito, conosceva i presunti aggressori soltanto di vista. L’analisi delle immagini, le testimonianze e la conoscenza del territorio da parte degli investigatori hanno permesso di identificare i tre giovani destinatari delle misure cautelari, mentre altri due componenti del gruppo sono ancora da individuare. I provvedimenti sono stati richiesti dalla Procura e disposti dal giudice per le indagini preliminari. L’esecuzione non è stata immediata anche perché i tre giovani, secondo quanto riferito da Signorelli, erano senza fissa dimora e difficili da rintracciare. Durante una delle operazioni, gli investigatori avrebbero trovato quasi 2.000 euro in contanti, una piccola quantità di hashish e uno spray urticante al peperoncino. Il possibile movente resta al vaglio degli inquirenti. Signorelli ha indicato un eventuale collegamento con questioni legate alla droga come una delle ipotesi investigative, precisando che non si tratta di una circostanza accertata. Le responsabilità dei tre indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Cinque misure cautelari in un mese
Nel corso della conferenza stampa, il dirigente della Mobile ha ricordato anche due episodi avvenuti a Livorno a settembre, in via del Cardinale e in via del Pantalone, entrambi trattati come tentati omicidi. “Nel giro di un mese abbiamo eseguito cinque misure cautelari della custodia in carcere”, ha evidenziato Signorelli, riferendosi ai tre provvedimenti relativi all’aggressione di luglio e ai due eseguiti per i precedenti episodi”. Abenante ha infine ribadito l’importanza della collaborazione tra Squadra Mobile, Squadra Volante e Procura, sottolineando come all’attività investigativa si affianchi quotidianamente un lavoro di prevenzione meno visibile, ma fondamentale per la sicurezza della città.

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