Pd: nubifragio, Nogarin rassegni le proprie dimissioni
Davanti ad una tragedia enorme come quella che ha colpito Livorno sarebbe irragionevole non domandarsi se sia stato fatto tutto il possibile per evitare che ci fosse un così alto numero di vittime. Questo si domanda qualunque cittadino livornese di fronte a quello che è accaduto e questo non possiamo che domandarci anche noi. In nessun modo si vuole negare la straordinarietà dell’evento che ha flagellato Livorno nelle prime ore di domenica 10 settembre, ma dopo aver consultato il Piano della protezione civile di Livorno è facile rendersi conto di quanto l’operato del Sindaco e di tutta la catena gerarchica comunale che si occupa di emergenza, recentemente decapitata per sua scelta, siano stati grandemente inadeguati rispetto all’eccezionalita’ di quanto stava accadendo.
Non solo emerge con chiarezza una superficiale sottovalutazione dell’allerta arancione lanciata dalla Regione, ma ancor di più si evidenzia una condotta assolutamente inefficace durante l’evento meteorologico.
Alla luce del susseguirsi di allerta provenienti dalla Regione, non si spiega perché non siano state avvertite del pericolo le persone esposte a rischio idraulico censite nell’elenco della protezione civile. Non lo si è fatto nelle ore trascorse tra lo scatenarsi del temporale e l’arrivo dell’ondata di piena e neanche quando risultava imminente la tracimazione del Rio Ardenza e del Rio Maggiore. Perché? Non sapremo mai se quei nostri concittadini si sarebbero salvati, ma sappiamo con certezza che c’era uno strumento ed il tempo necessario almeno per provare a trarLi in salvo.
Ci domandiamo poi come è possibile che in Comune a gestire un’emergenza di tale portata ci fosse soltanto un funzionario? Il Sindaco Nogarin, per legge primo responsabile della sicurezza, mentre Livorno stava affrontando una delle sue prove più dure ed alcuni suoi concittadini perdevano la vita, invece di essere in Comune a prendere le decisioni necessarie per fronteggiare al meglio l’emergenza, stava tranquillamente dormendo nel suo letto, mentre il Dirigente della struttura dichiara di essere stato avvertito soltanto alle 7,30 quando il temporale con il suo carico di lutti e distruzione era ormai lontano dalla città. Come è stato possibile che tutto questo avvenisse? Molte, troppe domande che attendono risposte, perché se oggi è ancora il momento del lutto, la città intera chiede a gran voce che presto venga il momento della verità e della giustizia. Intanto riterremmo opportuno che di fronte allo strazio della città, Il Sindaco mostrasse un sussulto di dignità e riconoscendo la propria inadeguatezza, rassegnasse le proprie dimissioni.
Federico Bellandi Segretario cittadino PD
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